Il legame tra i rimproveri e la pigrizia negli adolescenti

da | Dic 4, 2025 | Psicologia

Leggi tutto e troverai 3 spunti concreti per aiutare tuo figlio da oggi

Perché mio figlio non studia? È davvero disinteressato alla scuola?

A volte la svogliatezza è una reazione alla sensazione di non essere abbastanza competenti.
Molti ragazzi, quindi, non sono pigri, ma hanno molta paura di sbagliare, anche se si mostrano spavaldi o indifferenti.

Molti adolescenti sono terrorizzati all’idea di deludere i genitori e di non crescere abbastanza in fretta. La sensazione di essere ancora “bambini” può generare vergogna ed evitamento.

E poiché sono adolescenti, hanno ancora bisogno degli adulti di riferimento.
Per questo, quando compaiono segnali come:

  • mancanza di collaborazione a scuola;
  • eccessiva stanchezza o demotivazione;
  • calo del rendimento scolastico

i genitori devono cambiare approccio, non aumentare i rimproveri.

La pigrizia è il risultato della paura di sbagliare

Gli errori sono ostacoli innocui quando sappiamo perdonarci.
Ma con un dialogo interiore aggressivo, gli errori diventano una montagna insuperabile.

Spesso non c’è nessuna montagna: solo una traversa da spostare.
Ma se ci sentiamo impreparati o giudicati, la evitiamo.

Cos’è un dialogo interiore aggressivo?

Il dialogo interiore aggressivo è legato all’autocritica (Paul Gilbert, 2009; 2023).
Non è il “ho sbagliato, imparo”: è una voce dura che giudica, svaluta e blocca.

Il nostro cervello, evolutivamente antico, non distingue i veri pericoli da quelli immaginati.
Se temiamo di essere giudicati o respinti, l’autocritica attiva pensieri come:

  • “Non sono capace.”
  • “Deluderò tutti.”
  • “Non valgo abbastanza.”

L’obiettivo non è “zittire” questa voce, ma renderla più morbida.

Come nasce l’autocritica negli adolescenti?

1. Quando i genitori non accettano i limiti del proprio figlio

Molti genitori vorrebbero che il figlio:

  • fosse meno stanco e più attivo;
  • studiasse di più;
  • controllasse il registro senza problemi;
  • recuperasse i voti in un attimo

Ma gli adolescenti non sanno ancora come assumersi le responsabilità.
È un processo graduale, NON lineare.

Tuo figlio avrà:

  • ricordato un compito e preso un buon voto
  • dimenticato un altro compito e preso un’insufficienza

Questa oscillazione è normale.

2. Quando i genitori fanno paragoni con i figli degli altri

Paragonare i figli a ragazzi che sembrano perfetti è un autogol emotivo.
Ogni adolescente cresce con:

  • fragilità diverse
  • esperienze diverse
  • risorse diverse

È più utile chiedersi:

  • “Cosa permette a quell’adolescente di essere così costante?”
  • “Cosa, con mio figlio, funziona diversamente?”

Come influisce l’atteggiamento dei genitori?

Molti genitori aumentano i rimproveri finché l’adolescente “migliora”.
Ma l’adolescente si sente:

  • giudicato
  • trattato come un bambino
  • incapace

Così sviluppa l’idea:
“Non so assumermi le mie responsabilità.”

E la pigrizia aumenta.

Errori da non fare

Ecco tre esempi di errori da evitare:

  • controllare spesso il registro elettronico
  • ricordargli spesso di studiare
  • rimproverare l’adolescente perché ha dormito e non ha studiato

Queste azioni sono sconsigliate perché confermano all’adolescente un’idea già preesistente, quella di non essere capaci di assumersi le proprie responsabilità.

Cosa si può fare davvero?

Di seguito ti elenco tre passaggi importanti.

1. Apprezzare le piccole assunzioni di responsabilità

Quando prende un bel voto, per esempio, quando studia mezz’ora in più. Anche se questi momenti non accadono sempre, è importante notarli e apprezzarli perché sono piccoli passi per alimentare la fiducia in sé. Di solito gli adolescenti li danno per scontati e confermano le credenze peggiori su di sé, ovvero “Non sono maturo.”

2. Non paragonarlo ai fratelli o agli amici che ricordano tutto

Ricorda che non siamo tutti uguali e che ognuno ha una difficoltà diversa: se tuo figlio non riesce ad assumersi le sue responsabilità non significa che sia meno intelligente o meno maturo degli altri: significa che è più difficile per lui affidarsi a sé stesso in certe aree della sua vita. Può sempre migliorare.

3. Normalizza le distrazioni

Se dimentica una verifica, cerca di normalizzare la sua distrazione e chiediti: “Cosa lo distrae? Cosa lo fa soffrire in questo periodo?” A volte da adolescenti ci dimentichiamo gli appuntamenti, i compiti perché il nostro cuore è addolorato per una relazione finita male, per un tradimento da parte di un amico che ha raccontato qualcosa di noi senza il nostro permesso o ci ha ignorati.

Curare quel dolore con l’affetto ci permette di liberare quella sofferenza e di essere pronti ad affrontare i nostri obblighi con più respiro e grinta.

Quando chiedere un aiuto professionale?

Se i sintomi come la svogliatezza, le frequenti discussioni e la disobbedienza persistono da mesi è il caso di rivolgersi a un esperto perché potrebbe riflettere un disagio più complesso.

Se desideri un confronto, lavoro con bambini e adolescenti, coinvolgendo i genitori. Ricevo ad Asti e online 

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento ti consiglio questo articolo: Mio figlio non studia e dorme tutto il pomeriggio

Domande frequenti dei genitori

Se lo apprezzo, perderà la voglia di studiare?

No, in realtà in questi casi apprezzare i miglioramenti lo invoglia ad assumersi altre responsabilità.
La sua mente è piena zeppa di rimproveri, ha bisogno di incoraggiamenti fiduciosi per far ripartire la motivazione.
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Io ho imparato dai rimproveri, perché non impara anche lui?

Perché siete due persone diverse: con lui i rimproveri non funzionano.
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Non vedo lati positivi in mio figlio, ho qualcosa che non va?

A volte non li vediamo quando ci aspettiamo troppo da loro. Non hai qualcosa che non va: il nostro cervello osserva più gli aspetti negativi che positivi. Prova ad abituarti a notare quando si occupa della scuola senza troppi problemi.
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Quando devo rivolgermi a un professionista?

Se quello che stai facendo non lo aiuta ad assumersi le sue responsabilità puoi proporgli di iniziare un percorso di terapia, nel quale lui e il professionista fisseranno gli obiettivi di lavoro dopo aver capito insieme l’origine del problema. 

Puoi cominciare anche un programma sulla genitorialità per capire come affrontare queste situazioni senza sovraccaricarti di tensione e stress.
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Bibliografia

Gilbert P. (2009). The compassionate mind. Robinson

Gilbert P. Simos G. (2023). Compassion Focused Therapy

Autore

Nicole Valery Tornato
Nicole Valery Tornato Psicologo Psicoterapeuta Orientamento: Cognitivo Costruttivista Depressione Conflitti Gestione emotiva Lavoro con: Adolescenti, Bambini, Adulti Accompagno i bambini e gli adolescenti a regolare la rabbia e a crescere con più sicurezza e serenità, assumendosi gradualmente le loro responsabilità. In questo senso ricorro alla psicoterapia cognitiva, all'EMDR, alla Compassion Focused Therapy e al programma Coping Power dedicato alla regolazione della rabbia. Sono docente e co-autrice della nuova versione del programma Coping Power per gli adolescenti (12-16 anni) e i loro genitori. Ricevo a Asti Vedi profilo