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L’HIV1 è un virus che nel nostro paese si trasmette ormai quasi esclusivamente per via sessuale. Riguarda quindi chiunque si esponga a un potenziale rischio, avendo rapporti sessuali senza preservativo (o non adottando lo strumento di prevenzione oggi disponibile della PrEP2).
Ma i dati ufficiali ci dicono che l’HIV esiste ancora, anche se non se ne parla più. E che, nel 2023, tra le nuove diagnosi di AIDS, l’84,1% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS (dati ISS-COA, Volume 37 – Numero 11, Novembre 2024).
Questo è un elemento di estrema criticità, dato che può compromettere le opzioni terapeutiche a cui la persona può ricorrere per gestire l’infezione da HIV.
Possiamo dire che tuttə, o quasi tuttə, sanno che l’uso del preservativo è centrale nella prevenzione di HIV e altre IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili), oltre che di gravidanze indesiderate. Nonostante questo, solo una parte della popolazione sessualmente attiva lo utilizza regolarmente.
Sono diversi gli studi che ci riferiscono che, già a partire dalla giovane età, questo strumento è meno diffuso di quanto servirebbe: la percentuale di adolescenti sessualmente attivi che hanno utilizzato il preservativo durante l’ultimo rapporto è scesa dal 70% al 61% tra i ragazzi e dal 63% al 57% tra le ragazze tra il 2014 e il 2022 (OMS – Studio HBSC, Health Behaviour in School-aged Children, 2024).
Questo nonostante il preservativo, “metodo di barriera” per prevenire HIV e altre IST, sia molto efficace: 98%.
In Italia, l’educazione sessuale e affettiva non fa parte dei programmi curricolari di formazione e, per tante persone, le informazioni e la consapevolezza relative alla propria sessualità vengono acquisite crescendo, con l’esperienza, cercando conferme o chiarimenti in internet, chiedendo agli amici.
Questo, per tante persone, significa avviarsi a una vita sessualmente attiva con lacune e carenze informative importanti, che possono anche in parte spiegare la differenza tra l’efficacia osservata in caso di uso perfetto e quella osservata in corso di uso tipico del preservativo, che scende dal 98% potenziale all’82%.
Nel nostro paese si parla con fatica di sessualità: ancora tanti e troppi tabù circondano questa fondamentale sfera del nostro benessere fisico e psichico:
Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni che tanto spesso si accompagnano al tema del preservativo. Il fatto che non se ne parli a scuola, che sia in genere raro o difficile poterlo fare in famiglia, che la sessualità rimanga un ambito “sotterraneo” del nostro benessere, sono tutti elementi che contribuiscono alla diffusione di HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale.
Quindi di frequente accade che il preservativo non venga utilizzato:
E altrettanto di frequente accade che a causa di questo, il “day after”, quello successivo alla “notte brava” o a quell’incontro sessuale desiderato e che abbiamo avuto, si colori di ansia, sensi di colpa, timori e paure relativi al nostro stato di salute.
Ma di sessualità, come abbiamo detto, non siamo abituati a parlare… quindi che fare? A chi chiedere aiuto? Come gestire questo momento di dubbio o preoccupazione?
E se abbiamo tradito il/la partner abituale la situazione diventa ancora più complicata e carica di profondi sensi di colpa e paure di ledere il benessere della persona che abbiamo in fianco.
Intanto, possiamo parlarne insieme. Questo ti aiuterà sin da subito ad alleggerirti e a condividere l’ansia che stai provando.
Prima, possiamo capire cosa è successo, inquadrare insieme i rischi che hai corso e capire come gestirli. Dopo, possiamo lavorare insieme su eventuali resistenze, sul senso di inadeguatezza o sul timore di vedere compromesso il tuo benessere sessuale.
Possiamo cercare di trovare insieme delle strategie per “sfruttare” questo momento di difficoltà e dargli una valenza positiva: usarlo per imparare qualcosa di nuovo su di te e che sia utile a incrementare il tuo benessere.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che la salute sessuale è ‘uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità; non è semplicemente l’assenza di malattie, disfunzioni o infermità’.
Il lavoro psicologico su questi temi può aiutare a ridefinire il proprio rapporto con il corpo, il piacere, la relazione, e sciogliere nodi emotivi legati al giudizio o alla paura.
Questo è il motivo per cui trovo importante offrire il mio supporto nell’individuare strategie con cui vivere la tua sessualità con serenità, gioia, leggerezza e consapevolezza. In uno spazio tutto per te: accogliente, inclusivo, empatico e privo di giudizio.
👉 Contattami per una consulenza: se senti che questo è un tema che ti riguarda. Sarò felice di offrirti uno spazio in cui poterti ascoltare senza giudizio.
Hai ancora dubbi? Qui ti fornisco le risposte ad alcune delle domande più frequenti che ricevo in studio.
È normale avere paura dopo un episodio del genere. Anche un singolo rapporto non protetto può comportare un rischio, ma non è scontato che si sia verificata la trasmissione del virus. È importante valutare cosa è accaduto e, se serve, fare i test necessari. Anche solo parlarne può aiutarti a gestire l’ansia e a fare chiarezza.
Sì, è una preoccupazione molto diffusa. Anche quando sappiamo razionalmente di esserci protettə, può emergere un dubbio che rovina la nostra serenità. In questi casi lavorare sulla gestione dell’ansia e sulla fiducia in sé stessə può fare la differenza.
Molte persone provano imbarazzo, paura del giudizio o di essere respinte. Questo può compromettere la tutela della nostra salute sessuale e anche il proprio benessere emotivo. In terapia si può lavorare sul diritto al piacere e alla protezione, senza vergogna.
Il senso di colpa può essere pesante, soprattutto se viviamo la sessualità con rigidità o paura del giudizio. In questi casi, la cosa più utile è dare spazio e voce a queste emozioni, per comprenderle e trasformarle.
1 HIV = Human Immunodeficiency Virus (Virus dell’Immunodeficienza Umana) Si tratta di un virus che ha come bersaglio il sistema immunitario umano (in particolare, le cellule dei linfociti CD4). L’attacco del virus indebolisce in modo progressivo, spesso molto diluito nel tempo, le nostre difese immunitarie, rendendoci più vulnerabili al rischio di essere aggrediti dall’attacco di virus, batteri e altri agenti esterni al nostro organismo. Questo è il motivo per cui se l’infezione da HIV non viene diagnosticata e trattata farmacologicamente, il sistema immunitario perde efficacia ed efficienza: a questo punto l’infezione progredisce in una fase di malattia conclamata, definita AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). In questo caso può diventare più difficile, e non sempre è possibile, curarsi e recuperare un buono stato di salute.
2 PrEP = Pre-Exposure Prophylaxis (Profilassi Pre Esposizione – per il virus HIV). Si tratta di una terapia farmacologica che può assumere una persona HIV negativa per prevenire il virus HIV.